Oggi piove e tu non stai bene,
Speranza o umidità
Il terrore c‘è ancora ma ora oso sperare che le molecole non formino legami in certi luoghi.
Speranza, Idea, si idea non può essere altro, sputo materia nera su materia bianca da sopra un tigre(materia o idea) marrone, e nel frattempo genero idee.
Da dove sgorgano quest’ultime, mirabolante mistero.
Mi dicono che l’idea è originata dal movimento della materia, mi raccontano che l’idea nasce (Infausto termine) dallo Spirito, ma sia lo spirito che la materia si hanno con l’idea.
Misterioso circolo senza fine.
Come l’idea se è nata prima la materia generatrice della materia.
Complessa idea sulla materia.
Complessa materia per un’idea.
La luce è origine di tutto, ma la luce è materia.
L’idea potrebbe essere quella materia troppo piccola per essere percepita e che quindi solo l’idea, ovvero altra materia piccola può creare.
L’idea è materia, anche se occorre l’idea per apprezzare la materia.
Allora lo spirito e il tempo cosa sono.
Il tempo è l’idea, l’idea è materia in cambiamento, il tempo è il cambiamento della materia.
Se la materia non cambia, non cambia il tempo.
Lo spirito cos‘è?
Lo spirito si sviluppa dall’idea, ma l’idea è materia, allora lo spirito si percepisce tramite la materia.
Ma lo spirito è un’idea, e l’idea è materia, quindi esiste solo la materia.
La materia che genera Terrore.
La materia che genera Speranza.
La materia che genere idea.
Ma lo spirito è realmente Idea.
E se lo spirito fosse tangibile a se stesso senza darsi materialità esso allora esisterebbe.
Ma a cosa serve lo spirito?
Forse a far cambiare la materia cosicchè essa generi tempo e Idea.
Filosofia la chiamano.
N.d.R (nonché N.d.A.)
Lo scritto di cui sopra è una trascrizione fedele(compresa di punteggiatura mancante) di due facciate scritte a penna stilografica con inchiostro nero, prodotte da me stesso (fa fede la calligrafia riconoscibile).
La datazione è incerta ma da una comparazione del tratto e dell’inchiostro con altre lettere datate possiamo dire che si tratta dell’autunno-inverno del 1998.
Mi demoralizza fortemente quando mi trovo a fare delle attività in cui l‘unico obbiettivo visibile è quello di pararsi il culo .
ono quasi le tre del mattino e sono ancora sveglio dopo una serata alcolica terminata con un paio di Underberg discutendo della complessità che la vita ci impone
Sono qui nel letto mentre in mondo gira attorno a me e mi viene in mente un pensiero strano. Durante la cena alla t v stavano trasmettendo Camera Caffè. In questa puntata lo psicologo addetto alla fusione impone ai dipendenti dellazienda di portare in ufficio i libri che li hanno aiutati a diventare le persone che sono.
Adesso tralasciamo la continuazione della sit com e torniamo a me.
Come dicevo, in preda ai fumi dellalcool e spinto dalla visita di oggi nelle librerie di Pordenone(ricordatemi che un giorno devo parlarvi di una in particolare), mi sono messo a pensare quali sono i libri che mi hanno formato.
Personalmente non lo so. Ne ho letti troppi per riuscire a distinguere un singolo effetto nella mia vita, però due di questi meritano la menzione donore.
Il primo è Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne. Questo libro, ed in particolare questo autore, ha incentivato la mia passione per la tecnica, ma soprattutto mi ha portato a riflettere su alcune idee morali e politiche che tuttora condivido anche se le ho da tempo definite utopiche.
Il secondo libro invece è Fondazione Anno Zero di Isaac Asimov. Questo libero non è particolarmente importante per i contenuti (anche se la psicostoria ha le sue colpe) ma soprattutto per un grande valore simbolico. Questo, a mia memoria, è il primo libro che ho voluto e che sono andato a comprare in libreria avendo una specifica idea. E allepoca voleva dire che ho dovuto convincere i miei genitori a portarmi fino in centro a Pordenone. Sforzo non indifferente.
Bene, dopo questa follia notturna, vi saluto e vi auguro buona notte.
Stasera sono riuscito ad arrivare in stazione insieme al treno. Stranamente, al posto del solito cassone con i graffiti mi trovo davanti un TAF. Strano ma non importa, quindi salgo. Sui display interni del treno vedo la scritta REG59686 per Conegliano. Strano ma non importa, sono tranquillo. Poi la voce annuncia Siamo spiacenti ma a causa di problemi sul matereriale rotabile questo treno è in ritardo di 15 minuti Strano ma
e che cazz
ho preso il treno prima e adesso mi tocca cambiare a Conegliano. Per fortuna nel TAF cè laria condiziata e almeno non soffro il caldo.
Altro piccolo momento di panico. Il treno, appena uscito da Treviso rallenta vistosamente e si ferma. Paura! Che voglia aspettare il regionale dopo per Udine? Per fortuna riparte subito molto, ma molto lentamente. Abbiamo appena ripreso giri e siamo quasi fuori Treviso. Mi sento quasi certo di poter dire pericolo scampato.
Siamo in arrivo a Lancenigo con un ritardo di 17 minuti. Treniitalia si scusa per il disagio
Siamo in arrivo a Spresiano con un ritardo di 16 minuti. Treniitalia si scusa per il disagio Wow, abbiamo recuoperato un minuto!
Arrivo a Conegliano con 19 minut di ritardo. Fino ad adesso unottimo viaggio al fresco. Mi sposto sul primo binario, dove nonostante siano le 18.25 è segnato il treno delle 1817 senza nessun ritardo. Arriva il treno, il solito cassone graffittato. Salgo sul treno. Il treno parte. Il treno si ferma dopo 10 metri. Il treno riparte. Il treno si ferma dopo 2 metri. Il treno riparte, stavolta al contrario e si riprende i due metri di scatto appena presi. Non so perché ma questo viaggio mi sembra una presa in giro.
Dopo le titubanze iniziali finalmente rende il via di gran carriera. Dai che se mi butta bene per le 19.00 sono a Sacile.
Nota positiva della giornata e che sto scrivendo questo testo sul mac che da usare sul treno è mille volte più leggero e leggibile del portatatile aziendale.
Oggi una delle due strade che portano fuori dalla sede è stata chiusa a causa dell‘esplosione di una condotta del gas. Ovviamente tutto il traffico si è riversato verso il semaforo che da sul Terraglio e quindi cè voluta quasi mezzora per andare dal cancello allincrocio. La stessa strada a piedi si fa in un paio di minuti. Poco male, mentre ero in coda è passata unambulanza e cerano un paio di uomini della Spim che andavano casa per casa e controllavano i contatori. Credo che sia successo qualcosa di grosso. Lo scoprirò domani che vengo giù in macchina.
Ovviamente ho perso il treno e quindi sono costretto a prendere il regionale 2462 per Trieste. Qualche anno fa treni del genere si sarebbero chiamati Interregionali. Il materiale viaggiante E costituito da una motrice di modello non leggibile, visto che qualche simpatico graffitaro ha scritto AIDS sul muso, e da vagoni a piano singolo senza scompartimenti. Il vagone dovrebbe essere condizionato e forse lo è in modo blando. La prima cosa che mi colpisce quando salgo è lodore di stalla. E non è una metafora. La seconda cosa che noto è il sistema informativo che consiste in due monitor posti alle estremità del vagone. Il software è diverso rispetto a quelli del regionale mattutino, presentano una scritta molto più leggibile della stazione alla quale stiamo arrivando e soprattutto una cartina in stile navigatore che dice dove siamo. Nel complesso un risultato pregevole.
Altra novità del viaggio: adesso mentre cerco di sollevare il piede sinistro scopro che è attaccato al pavimento grazie a qualche simpaticone che ha buttato una gomma da masticare per terra.
Benvenuti a bordo.