91 battiti al minuto … a riposo

Come le parole giuste dette dalla persona giusta, possano farti esplodere il cuore e troncarti il respiro è un grande mistero della vita … stanotte mi è difficile pensare e sarà molto difficile dormire, ma era da anni che non mi sentivo così vivo …

31 dicembre 2010

Alle diciotto e trenta vado su, dove ho lo studio. Fa freddo, oggi non abbiamo acceso la stufa. Mi avvicino dallo scaffale dei libri e lo vedo. Lo estraggo con dolcezza, mi avvicino alla scrivania e accendo tutte e due le lampade. Per leggere quanto è stato scritto ci vuole molta luce. Mi siedo ed il libro si apre da solo dove l’uso l’ha abituato ad aprirsi. Con un sorriso accolgo la foto che da molti anni mi fa da segnalibro. Con calma leggo il mio passo preferito dell’Apocalisse di Giovanni. Soddisfatto, spengo tutto e ripongo la Bibbia al suo posto.

Che strana sensazione …

… ho appena finito di scrivere una lettera ad una cara amica che credevo di aver perso, ma che mi ha ritrovato … sono contento.

Un giorno

Oggi piove e tu non stai bene,
Speranza o umidità
Il terrore c‘è ancora ma ora oso sperare che le molecole non formino legami in certi luoghi.
Speranza, Idea, si idea non può essere altro, sputo materia nera su materia bianca da sopra un tigre(materia o idea) marrone, e nel frattempo genero idee.
Da dove sgorgano quest’ultime, mirabolante mistero.
Mi dicono che l’idea è originata dal movimento della materia, mi raccontano che l’idea nasce (Infausto termine) dallo Spirito, ma sia lo spirito che la materia si hanno con l’idea.
Misterioso circolo senza fine.
Come l’idea se è nata prima la materia generatrice della materia.
Complessa idea sulla materia.
Complessa materia per un’idea.
La luce è origine di tutto, ma la luce è materia.
L’idea potrebbe essere quella materia troppo piccola per essere percepita e che quindi solo l’idea, ovvero altra materia piccola può creare.
L’idea è materia, anche se occorre l’idea per apprezzare la materia.
Allora lo spirito e il tempo cosa sono.
Il tempo è l’idea, l’idea è materia in cambiamento, il tempo è il cambiamento della materia.
Se la materia non cambia, non cambia il tempo.
Lo spirito cos’è?
Lo spirito si sviluppa dall’idea, ma l’idea è materia, allora lo spirito si percepisce tramite la materia.
Ma lo spirito è un’idea, e l’idea è materia, quindi esiste solo la materia.
La materia che genera Terrore.
La materia che genera Speranza.
La materia che genere idea.
Ma lo spirito è realmente Idea.
E se lo spirito fosse tangibile a se stesso senza darsi materialità esso allora esisterebbe.
Ma a cosa serve lo spirito?
Forse a far cambiare la materia cosicchè essa generi tempo e Idea.
Filosofia la chiamano.

N.d.R (nonché N.d.A.)
Lo scritto di cui sopra è una trascrizione fedele(compresa di punteggiatura mancante) di due facciate scritte a penna stilografica con inchiostro nero, prodotte da me stesso (fa fede la calligrafia riconoscibile).
La datazione è incerta ma da una comparazione del tratto e dell’inchiostro con altre lettere datate possiamo dire che si tratta dell’autunno-inverno del 1998.

Come va oggi?

Mi demoralizza fortemente quando mi trovo a fare delle attività in cui l’unico obbiettivo visibile è quello di pararsi il culo …

Donne

Beati gli uomini sposati perchè hanno trovato la strada che li porta fuori dall’orrido baratro dove vivono gli altri … e per dirla in parole brevi … ze un casìn!

Cosa ho sbagliato

Fontanafredda, 3 febbraio 2000

A volte rileggo le mie carte, le mie riflessioni, le mie autoanalisi in modo tale da avere una visione da lontano di quello che mi stava succedendo e di quello che pensavo.
Mi sono accorto di aver molte volte avuto torto sulle mie analisi, molte volte testardamente mi sono fermato su delle mie convinzioni e pur sapendo, in un angolo della mia mente, che avevo torto, che i fatti stessi mi smentivano, proseguivo, imperterrito sulla strada che mi ero spianato.
Mi era molto più comodo proseguire sul sentiero che mi ero pianificato piuttosto che capire che quel sentiero semplicemente non esisteva più.
Ho perso molto tempo camminando con i paraocchi.
Ho perso molto della mia vita solo perchè non volevo impormi, ne su me stesso, ne su qualcun’altro.
Ero diventato succube, dipendente da uno stato, da un modo di vivere che oramai tutto era diventato una piacevole routine, programmata fino al minimo dettaglio, una piacevole semplificazione senza problemi della vita.
Ne ho sofferto, la mia mia anima ne ha sofferto, ma me ne sono accorto solo quando la routine si è spezzata, quando oramai ero ridotto ad un vegetale.
Mi ci è voluto molto tempo per non soffrire di astinenza, e solo da poco o capito di essere al mondo anch’io.
Purtroppo ora ho dovuto ricominciare da capo, perchè in tutto il tempo che io ho vissuto in una bolla di vetro il mondo si è mosso, è cambiato e ho perso molto di quello che avevo due anni fa, ora è tutto molto più duro…

Riflessioni sulla vita

Fontanafredda, 9 gennaio 2000

Vi sono momenti nella vita di una persona in cui può solo farsi del male.
Non male nel senso fisico della parola.
Fesso si ma non fino a quel punto.
Intendo male emotivo, psichico, un male che ti tormenta per giorni e giorni, che si nasconde negli angoli bui della tua mente mentre sapresti difenderti da lui e subito, bastardo ti attacca nel memento in cui ti abbassi un pochino le tue difese, e ti attacca così negli unici momenti della tua giornata durante i quale non potresti fare nulla che possa contrastarlo.
Poniamo il caso che ti sei lasciato con la tua ragazza da un po’ di tempo, giusto quanto basta per farti sentire un leone a caccia, ma ancora non hai dimenticato tutto il tempo passato insieme ecc. ecc. , in quei momenti ti senti un drago, potresti spaccare il mondo, senti dentro di te che stai bene, solo soletto, senza problemi, sono momenti in cui puoi fare quello che ti pare senza che nessuno si preoccupi di te o che si lamenti se una sera vuoi per esempio ubriacarti fino a essere un cadavere ambulante.
Una serata esci con i tuoi amici e ti riscopri che uno di quelli che conosci, uno che l’avevi visto qualche giorno prima ed era da solo come te, si è trovato la ragazza, senza che avessi il minimo preavviso di ciò.
Sei contento per lui, ma subito le rimembranze si fanno avanti e ti sovvengono in mente tutti i momenti felici che hai passato tu fino poco tempo prima.
Dici vabbè la vita continua, e la mattina seguente come un fulmine a ciel sereno mentre aspetti qualcuno per andare a far colazione al bar, chi ti vai ad incontrare, la tua ex la quale erano circa un paio di mesi che non vedevi.
Al momento non ci pensi, te ne vai a fare colazione e passi una mattinata contento, contentino.
Arrivi al pomeriggio, una di quelle domenica pomeriggio in cui non c’è un cane neanche a pagarlo, in cui te ne stai solo a casa nell’attesa di partire per farti via una settimana all’università.
In quel preciso istante, il tuo subconscio esplode, lo stesso subconscio che se ne è stato tranquillo quella mattina in cui avevi qualcuno con cui sfogarti, ti attacca a tradimento con i ricordi, i castelli in aria, e tu non puoi far nulla per distoglierti da quei pensieri perchè primo, è domenica pomeriggio e non c’è assolutamente niente da fare la domenica pomeriggio, secondo, chiunque tu conosci è da qualche altra parte del mondo rispetto a dove sei tu.
In quei momenti cadi succube dei ricordi e ti fai male, perchè pensi che la tua situazione da leone cacciatore non è più gran cosa, che stavi bene quando un ragazza c’è l’avevi e trovavi sempre qualcuno che ti riempiva le giornate, in un modo o nell’altro.
I questi momenti dovresti reagire, muoverti, ma non puoi perchè hai un’ora di tempo prima di dover prendere il treno per partire, e ora che parti da casa e ti dai la mossa è già ora di tornare indietro.
Finisse tutto qui, non ci sarebbe da lamentarsi, ma non è così perchè poi quando hai la possibilità di reagire non ne senti il bisogno fisico, perchè hai ripreso la tua spavalderia le tue convinzioni.
E arrivi al sabato sera seguente che ricomincia tutto daccapo.

Solo nella notte

Padova, 6 ottobre 1999

Questa sera, solo in compagnia di 10 poster e 3 calendari ho voglia di analizzarmi.
Voglio capire se sono felice solo, oppure se sono tranquillo fino a che non mi accade qualcosa.
Per questo ora sono solo mentre gli altri sono al cinema, stò scrivendo perchè ciò mi rende malinconico solitamente.
Potrei, giusto per essere schifosamente analitico, fare uno specchietto con le casella vantaggi e svantaggi.
Ma io sono un essere umano e amo definirmi tale, e per ciò non mi considero freddo e calcolatore.
Adesso potrei dire qualsiasi cosa, come ad esempio che mi manca la mia metà ecc. ecc.
Non lo so ma mi ci stò abituando all’idea, mi sono sotto molti aspetti rasseganto, pure troppo, ance se non so di essere nel giusto, non ci credo di essere solo, e non credo a molte altre cose, ma mi fa comodo così, per colpa di un gioco cervellotico al quale, paranoicamente, credo di partecipare.
Si perchè adesso, come si suol sempre dire, la speranza è l’ultima amorire, anche se è la speranza a uccidere l’uomo, io credo e spero che sia un gioco celebrale sotto tutto quello che sta succedendo, ma se ho ragione voglio vincere e se sbaglio ho già preso.
Se il gioco esiste, è un’azzardo che mi può far molto male, ma io parto con il principio di aver perso e quindi non mi può andare male.
Buona fortuna a me.