Doppler di Miki Fossati

Storia di netta ispirazione cyberpunk con degli spunti interessanti ma che rimangono tali per l’intero libro. Pieno di buchi temporali, si, necessari allo svolgimento della trama, ma che non vengono mai riempiti. I personaggi praticamente non esistono e non sono sviluppati come anche i luoghi nei quali è impossibile immergersi perché carenti nelle descrizioni. Peccato, perché l’inizio era accattivante ma poi sfocia nell’assurdità completa, l’ho concluso solo perché non mi piace lasciare i libri a metà ma gli ultimi capitoli sono stati una sofferenza.

Rush

Sabato scorso serata cinema dedicata a Rush, film di Ron Howard dedicato alla rivalità tra Lauda e James Hunt e visto che partendo dal principio che il film mi è piaciuto come al solito la recensione sarà abbastanza corta 😉

La sceneggiatura è ben fatta, incentrata principalmente sull’aspetto umano della storia, il che potrebbe far storcere il naso a chi preferiva uno storia dedicata più all’aspetto automobilistico (per chi vuole questo suggerisco la visione di Grand Prix di Frankenheimer). Su questo aspetto devo ammettere che mi ha un po’ deluso anche me, in particolare durante il primo tempo in cui le scene di gara sono poche e frammentarie e non riescono a mettere in luce la F1 di quegli anni. Nel secondo tempo il film invece riprende giri e migliora, finalmente si corre, ci sono delle scene di guida ma peccano il fatto che sembrano eccessivamente accelerate.

Ma a parte appunto la parte automobilistica che pecca un po’, la storia umana di questi eroi della formula uno degli altri tempi è veramente ben fatta e merita di essere vista.

Planes

Ieri serata dedicata al cinema di animazione con lo spin off di un film Pixar che amo tutt’ora e che, invece che al mondo delle corse a quattro ruote, è stavolta dedicato ai cieli azzurri: Planes.

Questo film, nonostante riprenda a piene mani il mondo firmato Pixar non è prodotto da quest’ultima ma è marchiato DisneyToon Studios, studio sempre di casa Disney che, guardando il suo portafoglio è dedicata ai sequel, serie e spin off.

La storia non è niente di nuovo, la mano Disney c’è e si sente, quindi vi troverete di fronte a tanti buoni sentimenti, tanta amicizia, un pizzico di avversità che rendono più forti, un po’ di dramma per creare suspance … se avete già visto qualche altro cartone abbastanza recente potreste scrivere voi l’ossatura della sceneggiatura e non essendo un prodotto della casa madre (Pixar) non ho visto nemmeno l’innovazione tecnica che caratterizza le nuove uscite.

Mi chiederete a questo punto perché dover andare a vedere un film del genere? Semplicemente perché anche se ha tutto quanto ho detto sopra è comunque bello, ben fatto e divertente, ottimo per passare 90′ divertendovi e commuovendovi come bambini … serve qualche altro motivo? 🙂

Come nota a margine devo dire che qualcosa che non non va c’è, il film in certi momenti è un po’ frettoloso, sorvola velocemente (in senso letterale) certe tappe di trasferimento che invece potevano fungere da spunto per mostrare un po’ di mondo o dare un minimo di pathos allo storia ed è un peccato perché allungando il film di soli pochi minuti ne sarebbe uscito un prodotto nettamente migliore adatto ad un pubblico più vasto e non solo a quello home video dei bambini che è ovviamente il target principale.

Now You See Me

Ultimo film visto al cinema è Now You See Me, che ovviamente visto che in Italia i titoli originali e semplici non vanno mai bene è stato anche sottolineato come “I maghi del crimine” … ma vabbè, bando alle ciance.

Il film in questione si presenta molto bene unendo una serie di ingredienti interessanti come la magia ad alto livello e la pianificazione di un crimine, una cosa alla Ocean per farci capire. Abbiamo quindi sul grande schermo un film intrigante che unisce azione e fantasia e ci cattura tranquillamente per quasi due ore. Approvato per una buona serata di qualità!

The Lone Ranger

Film visto subito dopo l’uscita. Una specie di Pirati dei Caraibi in chiave western anche se ha i suoi spunti interessanti nella storia. Molto divertente, ben scritto e con degli ottimi paesaggi. Anche se la recensione è di poche parole (pigrizia estiva) lo consiglio per un’ottima serata 🙂

Einstein al suo cuoco la raccontava così di Robert L. Wolke

 

Oggi mi sento pigro e quindi esordio con un copia e incolla direttamente dal sito amazon:

Vi siete mai chiesti che cosa succede ai vostri cibi nel microonde? Perché la carne rossa è rossa (non dipende dal sangue)? Se le pentole a pressione sono veramente a prova di esplosione? Come cavarsela con crostacei e ostriche vive? Perché l’acqua bolle? Leggere questo libro e le ricette che lo accompagnano sarà come mettersi ai fornelli con uno scienziato al vostro fianco, pronto a spiegare divertito tutti i fenomeni chimici e fisici nascosti nei vostri gesti e nei vostri piatti. Einstein probabilmente non ne parlava al suo cuoco, ma se avesse dovuto spiegargli la scienza che sta dietro ai cibi e alla loro preparazione avrebbe fatto così.

Un bel libro di domande e risposte fatte da un chimico che sfata alcune mitologie e spiega in modo semplice dei meccanismi che entrano in cucina tutti i giorni. Libretto leggero e facile da leggere adatto a tutti quelli che hanno un po’ di curiosità.

Iron Man 3

Ieri serata al cinema dedicata al terzo capitolo di Iron Man. E visto che mi è piaciuto la recensione sarà probabilmente corta 🙂

Senza spoilerare troppo devo dire che quello che ho apprezzato di questo terzo film è stato il ritorno all’uomo, quindi si, abbiamo sempre le nostre fighissime armature, ma qui abbiamo una maggior complessità del personaggio di Tony Stark che non è più solo l’uomo macchina, lo sbruffone, megalomane, geniale costruttore che difende a spada tratta il mondo. Qui c’è l’uomo, con le sue pulsioni, le sue paure, i suoi problemi in carne ed ossa. Il film riesce ad amalgamare bene i momenti ironici, divertenti con quelli più drammatici e psicologici, differenziandosi dagli altri due perché non è più una guerra tra robottoni ma è una lotta tra uomini.

Quello che ne esce è un film ironico, a tratti divertente, mai troppo pesante anche se in certi momenti il dramma risalta bene, con un finale scoppiettante che lascia spazio a numerose interpretazioni.

Consigliato.

Zero history

Un Gibson è sempre un Gibson. E come sempre dall’inizio già non delude e subito, dalle prime righe ti colpisce come un pugno con la sua narrazione che pressupone che tu viva nel mondo che circonda il romanza e che tu ne conosca come madrelingua lo slang che se ne parla.

Dopo qualche anno di assenza Gibson torna in libreria con Zero History, un nuovo lungo romanzo che si muove sui binari già tracciati da L’accademia dei sogni e “Guerreros”:http://www.phante.com/articles/guerreros-aka-spook-country, ovvero l’abbandono delle atmosfere dello sprawl in favore di un’altra storia ambientata al giorno d’oggi in una Londra normalissima, con il suo traffico, i suoi parchi, i suoi iPhone. Abbiamo quindi una storia che parla si aggira nei meandri del marketing, con, al posto dei cowboy del cyberspazio, cacciatori di trend e stilisti di moda nascosta.

Devo ammetterlo, questa attualizzazione nel mondo reale non è una cosa che mi esalta troppo. Io adoravo il cyberpunk sporco e veloce dei romanzi dello Sprawl o del Ponte quindi questa recensione potrebbe essere viziata da un pregiudizio di fondo, anche perché nel suo complesso non mi ha soddisfatto.

L’inizio è buono, l’immersione nel mondo e la scrittura sono quelli che mi aspettavo e che mi piacciono, la trama non è del tutto esaltante perché ricalca il tema dei cacciatori di trend modaioli che è già presente nel L’accademia dei sogni anche se qui è molto più terra terra, ma poi andando avanti con il libro la storia si ammoscia, l’impressione che ho avuto e che si impantana e il nostro autore faccia fatica a tirarla fuori. Ci prova nel finale, con un blitz, nel suo classico tentativo di ribaltamento del mondo, ma non c’è la fa, perché il finale barcolla un po’, non fluisce a dovere.

Insomma non posso certamente dargli un voto negativo ma non sono estasiato da questo romanzo.

Ah si, il romanzo originale è uscito nel 2010 mentre in italia è stato pubblicato per la prima volta solo nel 2012 per opera di Fanucci e solo in formato rilegato … non capisco perché queste case editrici si ostinino a non fare i libri nuovi anche in formato elettronico.

 

The Host

Sabato sera serata al cinema improvvisata all’ultimo minuto e la scelta era tra un film etichettabile subito come gran vaccata, ovvero G.I. Joe – La vendetta, oppure un film di cui avevamo visto il trailer prima di Oz e che sembrava intrigante, ovvero The Host. Vista la recensione che sto scrivendo è ovvio che la scelta, grazie al suggerimento della mia dolce fanciulla che ne aveva letto il romanzo, è caduta sul The Host 😉

La presentazione del film in questione inizia male, insomma, potete dirmi quello che volete ma il fatto che sia scritto da Stephenie Meyer, l’autrice della saga di Twilight a mio parere non è certamente un buon biglietto da visita.

Già guardando il trailer si capisce al volo il tema del film, la conquista da parte di alieni della terra, conquista che non avviene con guerre, morte e distruzione, ma con gli alieni pacifici che prendono possesso direttamente dei corpi degli umani e creano quindi una società succube ma in pace e giustizia. Ma in mezzo a questa dominazione degli “omini verdi” uno sparuto gruppo di ribelli lotta per mantenere la propria indipendenza.
A questo punto il trailer traccia la strada di quello che a prima vista sembra un classico film con un bel po’ di azione, una sacco di scene romantiche strappalacrime … insomma il solito polpettone già abbastanza visto e stravisto.

Ma invece no, quando siamo al cinema quello che ci troviamo davanti è un film in cui questo tema della dominazione aliena viene rivoltato come un calzino e presentato in un modo alternativo estremamente delicato, dolce, pacato e molto piacevole senza tutta l’azione che il trailer (o il genere) farebbe presagire.

Quindi se andate a vederlo non aspettatevi un film cult ma rimane una visione è comunque meritevole.

Il Re Leone

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai in una selva oscura,
ad inseguir una scimmia impazzita.

Si lo so, non centra nulla (almeno sembra) ma ieri ho trovato il blue ray del re leone ad un’ottimo prezzo e non ho potuto esimermi a comprarlo … e se non capite cosa c’entra la fase sopra vi suggerisco di riguardarvelo 🙂