Nuova legge sull'editoria

addì 24.10.07

Bene sul web(incalzato dal blog di Beppe Grillo) infuria la polemica sulla nuova legge sull’editoria perchè toglierebbe la libertà di aprirsi un piccolo blog e costringerebbe qualsiasi utente web italiano che ha pubblicato qualcosa di registrarsi presso un’opportuno registro (con conseguenti bolli e balzelli) e conseguente responsabilità penale di quanto si scrive. Adirittura un sito internet diventerebbe prodotto editoriale e di conseguenza dovrebbe definire un responsabile dei contenuti che, udite udite, dovrebbe persino essere registrato nel’albo dei giornalisti.

Ma vediamoci chiaro e citiamo la legge:

@Nuova disciplina dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale (disegno di legge 3 agosto 2007)

Art. 2 (Definizione del prodotto editoriale)
1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso e realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.@

E fino a qua siamo a posto, un qualsiasi sito internet, ma anche un qualsiasi foglietto pubblicato su una bacheca rientra nella categoria. Ma questo vale anche se ho fatto una webservices che espone un servizio e che ho pubblicato, oppure anche la mia webmail … ha chiaramente finalità di informazione, formazione e intrattenimento … ed effettivamente viene pubblicato sulla mail …

Art. 5 (Esercizio dell’attivita editoriale) 1. Per attivita editoriale si intende ogni attivita diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonche alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attivita editoriale puo essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalita non lucrative.

Bene, ho scritto il foglietto sulla bacheca della stazione e l’ho appiccicato oppure ho inviato una mail … sono un’editore!

Art. 7 (Attivita editoriale su internet) 1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attivita editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilita connessa ai reati a mezzo stampa. 2. Per le attivita editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.

… visto che sono un’‘editore devo iscrivermi al registro …

Semplicissimo.
Allora fatemi capire bene, lasciamo stare i blog oppure i siti, quelli sono facili rientrano senza problemi … ma se devo scrivere una mia opinione su di un forum divento un’editore e devo registrarmi al registro? Mi sembra che sia il caso di riguardare sta norma.

Ma restiamo sul tecnico, la fonte dove pubblico il materiale deve essere solo in italia oppure andiamo anche all’estero … e la eventuale distinzione tra prodotto italiano e non la faccio con cosa, con il dominio .it? Con la posizione dell’hosting? Con la lingua con cui lo scrivo?
Io sono italiano, ho un sito .com registrato negli states che sta in un’hosting in germania ed il contenuto del sito è in inglese … come devo orientarmi?
Cosa succederà? I servizi di hosting italiani andranno in fallimento?
Il nic.it chiuderà i battenti perchè nessun sano di mente registrerà mai più un dominio .it?

Assurdo, come al solito una legge che non dice nulla di preciso.

Anche perchè ricordiamoci che poco più di 10 anni fa il web come lo conosciamo noi non esisteva ancora e si andava tutti sulle BBS, il p2p risale a 4-5 anni, i blog sono un fenomeno degli ultimi 2-3 anni, youtube e simili sono ancora più recenti … e questi legulei vogliono cristallizare su una legge una situazione che non si sa come sarà tra 6 mesi solo perchè sono abituati ad equipararla al mondo dell’editoria che sostanzialmente non ha subito modifiche dall’epoca di Guthember …stolti! Non sanno in che vespaio sono andati ad infilarsi, e se la approvano e la applicano vedremo i tribunali ancora più intasati!

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