I libri che non ti ho letto

addì 13.09.08

ono quasi le tre del mattino e sono ancora sveglio dopo una serata alcolica terminata con un paio di Underberg discutendo della complessità che la vita ci impone
Sono qui nel letto mentre in mondo gira attorno a me e mi viene in mente un pensiero strano. Durante la cena alla t v stavano trasmettendo Camera Caffè. In questa puntata lo psicologo addetto alla fusione impone ai dipendenti dell’azienda di portare in ufficio i libri che li hanno aiutati a diventare le persone che sono.
Adesso tralasciamo la continuazione della sit com e torniamo a me.
Come dicevo, in preda ai fumi dell’alcool e spinto dalla visita di oggi nelle librerie di Pordenone(ricordatemi che un giorno devo parlarvi di una in particolare), mi sono messo a pensare quali sono i libri che mi hanno formato.
Personalmente non lo so. Ne ho letti troppi per riuscire a distinguere un singolo effetto nella mia vita, però due di questi meritano la menzione d’onore.
Il primo è Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne. Questo libro, ed in particolare questo autore, ha incentivato la mia passione per la tecnica, ma soprattutto mi ha portato a riflettere su alcune idee morali e politiche che tutt’ora condivido anche se le ho da tempo definite utopiche.
Il secondo libro invece è Fondazione Anno Zero di Isaac Asimov. Questo libero non è particolarmente importante per i contenuti (anche se la psicostoria ha le sue colpe) ma soprattutto per un grande valore simbolico. Questo, a mia memoria, è il primo libro che ho voluto e che sono andato a comprare in libreria avendo una specifica idea. E all’epoca voleva dire che ho dovuto convincere i miei genitori a portarmi fino in centro a Pordenone. Sforzo non indifferente.

Bene, dopo questa follia notturna, vi saluto e vi auguro buona notte.

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